Positivo all’alcooltest, assolto in Cassazione per “tenuità del fatto”

Io mi tutelo News • 23 gennaio 2019

In primo grado il Tribunale di Treviso aveva condannato un 33enne di Spresiano a 20 giorni di arresto e una ammenda di mille euro (con la sospensione della pena) senza però la concessione delle attenuanti generiche

E’ diventata definitiva l’assoluzione per “tenuità del fatto” di un automobilista 33enne di Spresiano che il primo maggio del 2016 era stato fermato per un controllo stradale a Villorba in cui era risultato positivo all’alcoltest per un valore pari a 1,10. Una sentenza, quella emessa venerdì scorso dalla Corte di Cassazione, destinata a introdurre un rivoluzionario precedente. In primo grado il Tribunale di Treviso aveva condannato l’uomo a 20 giorni di arresto e una ammenda di mille euro (con la sospensione della pena) senza però la concessione delle attenuanti generiche. Decisione che era stata rovesciata dalla corte di Appello di Venezia, che in secondo grado lo aveva assolto accogliendo di fatto le tesi del difensore, l’avvocato Paolo Salandin.
Per il legale del 33enne si sarebbe infatti dovuto applicare il principio della “tenuità del fatto”, dato il basso livello alcolemico riscontrato e la circostanza per cui la guida pur in “leggero stato di ebrezza” non aveva costituito nessun tipo di pericolo per la collettività. Inoltre l’avvocato Salandin aveva fatto rilevare che il giudice di primo grado non aveva concesso le attenuanti generiche sulla base di un precedente specifico, relativo però a molti anni prima, malgrado l’atteggiamento collaborativo del 33enne e la non completa affidabilità dello strumento di misurazione, invocando inoltre che il livello riscontrato all’alcol test inferiore al minimo di fascia e lo stile di vita dell’uomo facessero concludere che la pena inflitta era stata eccessiva.
Alla sentenza di assoluzione in Appello aveva fatto opposizione la Procura generale. Ma gli Ermellini, le cui motivazioni sono attese in 60 giorni, hanno confermato l’assoluzione. Una decisione, quella della Cassazione, che introduce nell’ordinamento un principio che potrebbe rivoluzionare l’esito dei processi per guida in stato di ebrezza, consolidando il precedente, di fronte a livelli alcolemici modesti, della tenuità del fatto e quindi della non punibilità.“
(Fonte: Trevisotoday 21.01.2019)

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